L’uomo nudo con le mani in tasca

Antichemura B&B ad Arezzo vi informa su un evento gratuito di grande interesse storico/culturale: la proiezione dello short film “L’uomo nudo con le mani in tasca” MARTEDì 13 NOVEMBRE ORE 19.30 PRESSO UCI CINEMAS DI AREZZO SALA 5

Il ritrovamento di una piastrina militare appartenuta ad un soldato tedesco sull’Alpe di Catenaia e’ stata la molla che ha ispirato il cortometraggio ”L’uomo nudo con le mani in tasca”, che viene girato proprio in questi giorni in provincia di Arezzo. A realizzarlo e’ la ”Colibri’ Professional Production” con la regia di Paolo Sodi, con il patrocinio dell’Assessorato alle politiche giovanili della Provincia di Arezzo. Il film offre una lettura particolare della seconda guerra mondiale, vedendola dagli occhi di un giovane soldato tedesco.

”L’idea – spiega Paolo Sodi – e’ quella di trasmettere allo spettatore, attraverso fatti realmente accaduti, tutte le sensazioni di un soldato in trincea, senza dare alcuna rilevanza alla divisa ed alla propria nazione di appartenenza”. Ad interpretare ”L’uomo nudo con le mani in tasca” e’ Daniele Marmi, gia’ noto al grande pubblico per aver girato spot famosi e aver partecipato a a Zelig Off.

TRAILER “L’UOMO NUDO CON LE MANI IN TASCA” from Colibri productions on Vimeo.

”Paolo Sodi e’ un giovane e validissimo filmmaker, validissimo esempio di quella creativita’ che cerchiamo di valorizzare – commenta l’assessore Francesco Ruscelli – Ho gia’ avuto modo di apprezzarne le doti quando abbiamo girato lo spot sulla sicurezza stradale e sono certo che questo progetto, affascinante e ambizioso, avra’ i riscontri che merita”, conclude Ruscelli. Le riprese del cortometraggio, che hanno come location l’Alpe di Catenaia, la frazione di Anciolina, nel comune di Loro Ciuffenna, ed il Passo del Gioco, nei pressi di Scarperia, termineranno domenica 9 settembre.

Piazze del Gusto

Attesissimo ritorno di una manifestazione che riscuote sempre un successo incredibile e che anche quest’anno si ripeterà il 21 e dil 22 Aprile p.v. colorando ed arricchendo gli occhi ed il palato di tutti: le piazze del gusto ad Arezzo.

Le piazze meravigliose di Arezzo si vestiranno di allegria e di sapori ed ognuna avrà un tema diverso: i più golosi di dolcetti, di miele, di gelato e cioccolata si concentreranno in Piazza San Jacopo, gli amanti del pane e della carne in Piazza Grande dove la maxigrigliata, la porchetta, il pane, la pizza ed i cantucci saranno gli indiscussi protagonisti, mentre il vino ed i prodotti da esso derivanti popoleranno Piazza Sant’Agostino per l’occasione ricoperta di verde e trasformata in un’oasi con alberi ed ulivi; la ristorazione in Piazza della Badia con la ormai famosa Associazione Cuochi della provincia di Arezzo.

Come sempre varietà di menù e di prodotti (con attenzone particolare anche a quelli dedicati a chi soffre di intolleranze alimentari). Una novità invece rispetto alle scorse edizioni: Via Vittorio Veneto accoglierà i prodotti legati all’agricoltura ed i prodotti enogostronomici di strada anche in versione “take away”. I negozi del centro rimarranno aperti anche domenica 22 aprile. Si ringraziano per questa bella iniziativa che il Bed and Breakfast “Antiche Mura” suggerisce di non perdere, la Confcommercio, l’Amministrazione del Comune di Arezzo, la Camera di Commercio, la Cna e la Coldiretti.

Concerto Orchestra della Toscana diretto da DANIEL KAWKA

Arezzo: Stagione Concertistica 2012.

Data: 20/04/2012 Ore: 21:15 Luogo: Teatro Mecenate

Daniel Kawka, direttore
Umberto Clerici, violoncello

Programma:

KERNIS – Musica celestis 
SCHUMANN – Concerto in la minore per violoncello e orchestra op.129 
BRAHMS – Sinfonia n.1 in do minore op.68

La Prima Sinfonia di Brahms sarà diretta da Daniel Kawka, nel suo secondo appuntamento con la stagione dell’ORT. Ad introdurla saranno Musica celestis del compositore americano (e più giovane vincitore del Premio Pulitzer) Aaron Jay Kervis e l’op.129 per violoncello e orchestra di Schumann, affidata alla maestria di Umberto Clerici.

Daniel Kawka

Chiamato e invitato dai più grandi orchestre sinfoniche europee (come l’Orchestre Philharmonique de Radio France, l’Orchestre National de France, la Russian National Orchestra, l’Orchestra della Svizzera Romanda, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, l’Orchestre National de Montpellier, de Lille, de Lyon, des Pays de la Loire, l’Orchestra Filarmonica di Liegi, Roma Accademia Nazionale di Santa Cecilia Orchestra, l’Orchestre Philarmonique de Nice, de Monte Carlo, il Varsovia Symphony Orchestra, l’Ensemble Intercontemporain, la London Sinfonietta …) e le più importanti festival musicali (Parigi, Roma, Brighton, Dublino, Varsovia, Budapest, Mosca, Montreal, Sao Paulo, Seoul …), Daniel Kawka è oggi considerato come uno dei migliori interpreti della musica del 20 ° secolo e il repertorio romantico, da Beethoven a Strauss, il repertorio al quale si dedica ormai gran parte della sua attività artistica.

Direttore musicale dell’Ensemble Orchestral Contemporain, ha creato nel 2003 il “Festival Filarmonica”, orchestra sinfonica dedicata alle grandi opere classiche, romantico e moderno, dal 18 al 21 ° secolo.

Il suo vasto repertorio si estende per l’opera e la grande sinfonia lavora con coro, in cui egli eccelle. Conduce regolarmente i cori più famosi e complessi vocali, come il New London Choir, la Maîtrise de Radio France, Neuevocalsolisten di Stoccarda, l’Ensemble Sinergy Vocals, mostrando la sua passione ha sostenuto per la voce e il grande repertorio vocale in generale. A questo proposito, ha diretto la lirica grandi opere insieme con i grandi romantici “affreschi” come il Requiem di Verdi, Brahms ‘”Deutsch Requiem”, Sinfonia di Mahler “Resurrezione”, Berlioz “Romeo et Juliette” …

Egli conduce le prime mondiali della lirica José Evangelista presso il National Opera de Lyon, dell’opera di Suzanne Giraud “Le Vase de Parfums” (scritto e diretto da Olivier Py), e dell’opera di Jacques Lenot presso l’Opera di Ginevra (gennaio 2007). Dirige Bela Bartok “Castello Blu Beard” al de Nantes Opera nel settembre 2007 nella nuova Patrice Caurier e Moshe Leiser produzione.

Il west secondo Civitelli

Dal 24 Marzo 2012 ad Arezzo turisti e non avranno un’ occasione unica per apprezzare l’arte di uno dei più talentuosi disegnatori Bonelli stimato anche all’estero, attraverso un’antologica della sua produzione migliore.
Le opere di Fabio Civitelli sono state selezionate per la .54 Biennale di Venezia unitamente a quelle di Stefano Babini, Roberto Baldazzini, Marco Cazzato, Cinzia Ghigliano, Tanino Liberatore, Lara Molinari, Milo Manara, Giovanni Ticci, Sergio Tisselli, Sergio Toppi, Sergio Zaniboni.

Ne Il ritorno della Tigre nera, “racconto architettato da Nizzi, venato di atmosfere gotiche e orrorifiche che permette al disegnatore aretino di sbizzarrirsi con effetti speciali … esplorando nuove forme espressive nelle quali la ricerca grafica si sposa alla perfezione con la leggibilità …”. Fabio Civitelli: «Ho usato dei vecchi pennelli tagliati a metà, che premevo sulla tavola con un tampone e che lasciavano un insieme di puntini irregolari, poi ritoccavo con la penna a china, uniformandoli per avere delle belle sfumature. Questa volta la stampa ha reso molto bene l’effetto che intendevo ottenere e infatti le tavole con i notturni nella palude e le scene con zombie sono tra i miei migliori disegni in assoluto».

Per l’occasione verrà esposta anche la copertina originale ad acrilico del portfolio edito da Little Nemo

Dove e Quando

Galleria d’Arte Villicana d’Annibale, Via Cavour 57.
Inaugurazione sabato 24 marzo 2012 ore 18:00.
Eventi durante la mostra: sabato 31 marzo ore 18:00 intervista a Fabio Civitelli a cura di Liletta Fornasari.
Ingresso libero.
Orari: da martedì a sabato dalle 16:00 alle 20:00 e per la Fiera Antiquaria, il 31 marzo & 1 aprile, dalle 10:00 alle 20:00, o per appuntamento. Chiuso la domenica e il lunedì.
Info: T. +39 0575 23820 C. +39 338 6005593 

Il mio Tex di Fabio Civitelli

L’idea e la sceneggiatura de Il Mio Tex sono di Giovanni Battista Verger, appassionato giovane settantenne che ha già al suo attivo saggi d’autore come “Tex e il sogno continua” e i cinque volumi di “Cavalcando con Tex”.

Il volume racconta, attraverso 90 tavole inedite che hanno richiesto oltre 17 anni di preparazione ,un suggestivo viaggio nell’epica western, da un Tex giovanissimo in compagnia della bella Lilith attraverso avventure e pericoli, ritraendolo a fianco dei grandi amici, indiani e non, e contrapposto ai grandi nemici. Un’autentica chicca visiva della quale Sergio Bonelli ebbe modo di scrivere “ questo è uno di quei libri che si spiegano da soli, semplicemente sfogliandoli, dato che è costituito essenzialmente di disegni dinamici, suggestivi e talvolta persino poetici…”

Tex, il romanzo della mia vita

Si tratta di 12 gioielli realizzati in punta di pennino, “suggestive illustrazioni inedite che accompagnano l’autobiografia di Tex e che hanno il sapore antico di incisioni d’epoca, quasi una primitiva fotografia del Wild West americano” (cfr. Sergio Bonelli, “L’avventura di un ranger, raccontata da lui stesso” in Tex Willer. Il romanzo della mia vita). In queste tavole Fabio Civitelli ha ripercorso la vita del ranger: dalle prime sparatorie con Gunny Bill al regolamento di conti con Tom Rebo per vendicare l’uccisione del fratello Sam Willer, dalla prima apparizione di Mephisto nei panni di illusionista alle avventure del giovane Tex durante la guerra di secessione, dal duello con Tagua al giuramento sulla tomba di Lylith, dalle avventure sulle piste del Nord al fianco di Jim Brandon e Gros Jean allo scontro con il Signore del Male, Mephisto, e i suoi feroci Hualpai. Alcune tavole verranno esposte in anteprima nelle mostre di Arezzo e Albissola mentre l’intero corredo iconografico dell’opera sarà presentato alla mostra milanese. Per l’occasione verranno esposte anche le bozze della copertina.

Le tavole saranno disponibili per la vendita!

A proposito di Fabio Civitelli

Fabio Civitelli disegna Tex da ormai ventisette anni a partire cioè dal maggio 1985 quando realizzò su testi di Claudio Nizzi il lungo episodio “I due killers”. Giungeva a Tex da un intenso periodo di apprendistato e crescita professionale che lo vedeva seguire la tradizionale trafile attraverso i fumetti sexy, gli albi di guerra, le riviste periodiche approdando infine al nolittiano Mister No che segnava il suo ingresso in Bonelli. Il Tex di Civitelli viene a cercare i suoi spazi espressivi tra i maestri indiscussi del genere western: dal caposcuola Aurelio Galleppini ai grandi professionisti del nuovo Tex quali Giovanni Ticci e Fernando Fusco, Guglielmo Letteri, Erio Nicolò ed altri ancora. Le tavole a fumetti di Civitelli sono tavole colte, ricche di riferimenti, mai improvvisate. Ambienti, costumi, mezzi di trasporto e armi sono sempre frutto di un’accurata ricerca storica. La linea chiara che contraddistingueva lo stile degli esordi è andata via via arricchendosi di sapienti chiaroscuri. La natura gioca un ruolo da protagonista nelle tavole di Fabio: grazie all’instancabile opera del suo pennello deserti arroventati, ovvero ammantati di oscurità, le acque del mare increspate dai battelli, o i picchi selvaggi delle montagne, prendono vita. La luce è la vera protagonista dell’arte di Civitelli: luce calda del deserto rovente, luce crepuscolare che attraversa i cieli nuvolosi del tramonto; luce livida emanata dal fuoco nella notte, luce che accende le acque increspate del mare, luce ancora che disegna giochi d’ombra sui visi dei protagonisti. Per quanto riguarda poi le inquadrature possiamo affermare che Civitelli non si ripete mai; vi sfidiamo a trovare in una delle sue storie, sempre piuttosto lunghe, un’inquadratura che si ripeta. I pards di Civitelli ancora sono suoi e solo suoi: Tex con quella sua bellezza classica da eroe greco, con la luminosità del volto che non dà spazio ad incertezze tra bene e male; Kit Carson che ne è alter ego e contraltare ironico; Carson a cui gli anni trascorsi a vivere pericolosamente non hanno sottratto il sorriso un po’ sornione alla Sean Connery. Civitelli, che ammira la sapienza antica e la fierezza del mondo indiano, non poteva non regalarci un Tiger Jack splendido e fiero; mentre Kit Willer è rappresentato come quell’autentico tizzone d’inferno, scattante ed inarrestabile, che in realtà è. Il mondo femminile infine ha una sua parte importante nell’iconografia civitelliana ed i personaggi, siano essi positivi o negativi, tradiscono una fierezza e sovente una bellezza senza pari.

La Giostra del Saracino

La città di Arezzo, insieme alla mensile ed apprezzatissima Fiera dell’antiquariato vanta anche di essere “patria” di una manifestazione affascinante piena di suoni e di colori che si svolge nei mesi di Giugno – il penultimo sabato in versione notturna – e di Settembre- la prima domenica in concomitanza appunto con la Fiera – nella splendida Piazza Vasari.

La Giostra del Saracino anima tutto il centro storico della nostra città con momenti di grande suggestione che non si limitano a quello delle carriere a cavallo e che costituiscono la gara vera e propria, ma Arezzo diviene davvero incantevole poiché percorsa per l’intero giornata da circa 350 figuranti in costume come cavalieri, musici, sbandieratori e damigelle.

Questo gioco cavalleresco dalle origini e dal sapore medievale veniva inizialmente inteso come esercizio di battaglia contro il nemico rappresentato appunto dal “Saracino” contro cui i cavalieri armati si scontravano. Con il tempo venne riperpetuato per onorare festeggiamenti cittadini o occasioni speciali. Il primo documento scritto ad esso relativo è datato 6 agosto 1535 ma segni della sua esistenza in periodi precedenti sono stati riscontrati in numerosi documenti riportanti parole chiave come “ad burattum” e riferite a date vicine a festeggiamenti importanti per i cittadini quali la festa del patrono San Donato, oppure visite di duchi o di personaggi politici.

Dopo una lunga interruzione, il podestà Pier Lodovico Occhini il giorno 7 agosto 1931 ne inaugurò di nuovo lo svolgimento per festeggiare il patrono aretino a seguito di una curiosa vicenda legata alla sua “riscoperta”:circa un anno prima, Alfredo Bennati nel cercare presso la biblioteca civica una ricetta per un dolce scoprì carte medievali che narravano lo svolgimento di questa manifestazione e così venne ripreso il torneo come rievocazione storica di un’antica competizione medievale piena di energia e di colori che ancora oggi sa rendere la nostra città più bella grazie al fascino del suo corteo in cui si sfoggiano magnifici costumi ed alla straordinaria emozione che le abitazioni con stemmi e bandiere alle finestre riescono a suscitare.

Uno spettacolo nello spettacolo nasce dall’esibizione di musici e di sbandieratori prima della competizione tra cavalieri che viene annunciata dall’Araldo con la Disfida al Buratto. Il Gruppo dei Musici interpreta con tamburi e chiarine l’Inno del Saracino scritto nel 1932 da Alberto Severi e tradotto in musica dal compositore Giuseppe Pietri ed altri brani creati esclusivamente per la Giostra. Gli Sbandieratori Aretini precedono la gara offrendo al pubblico uno spettacolo di bandiere volanti e di salti mortali che lo ha reso celebre in tutto il mondo per la sua particolarità di esibizione.

Come si volge la Giostra

I Cavalieri dei quattro Quartieri (Porta S. Spirito, Porta Sant’Andrea, Porta del Foro e Porta Crucifera) armati di lancia, sfrecciano al galoppo dei loro cavalli per colpire il Buratto ed ottenere il massimo punteggio valido per la conquista della Lancia d’oro in premio. Il Buratto è infatti un automa corazzato che rappresenta il Re delle Indie e che tiene sul suo braccio sinistro un bersaglio, ovvero una targa con punteggi che i quartieristi colpiscono. Può “difendersi” dagli attacchi dei cavalieri dei quattro Quartieri aretini con il braccio destro facendo volteggiare il mazzafrusto per colpirli alle spalle al momento dello scontro. I suoi Famigli, due personaggi che ne ricaricano la molla per la corsa successiva, consegnano la targa ai Giurati che si accertano del punteggio raggiunto da ogni singolo giostrante.

Motivo di singolare gioia nasce dal fatto che la nostra Giostra appare persino nell’opera più conosciuta di Dante Alighieri la “Divina Commedia”, nel Canto XXII dell’Inferno con le note terzine:

“Io vidi già cavalier muover campo, e cominciar stormo a far lor mostra, e tal volta partir per loro scampo; corridor vidi per la terra vostra, o Aretini, e vidi gir gualdane, fedir torneamenti e correr giostra; quando con trombe, e quando con campane, con tamburi e con cenni di castella, e con cose nostrali e con istrane;”

Una piccola perla capace di trasmettere l’ardore del popolo aretino e capire fino in fondo l’entusiasmo e la passione che questa manifestazione scaturisce da sempre è la lettura di “Terra d’Arezzo un cantico parla di te la storia” (Poligrafico Aretino- 1982)composto da uno degli storici protagonisti della Giostra, purtroppo scomparso, Enzo Piccoletti.

La Disfida di Buratto alla città di Arezzo:

Non più d’usati onori auri e cortesi
spingono o Castro il piede a’ tuo’ contorni.
Sol quest’usbergo e li lucenti arnesi
premon le membra a vendicar gli scorni.
Li magnanimi spirti a torto offesi
lungi dal trionfar odiano i giorni.
Con questo del flagel più grave e tondo
giuro atterrir, giuro atterrare il mondo!

Oggi provar t’è forza, empio e arrogante,
che merte sol verso i tartari chiostri
un falso traditor volga le piante
e del suo sangue il suo terreno i nostri.
Ogni patto aborrisco e da qui avante
vesto le spoglie dei più orrendi mostri!

Troppo infiamma il mio cor giusta vendetta
onde sol morte e gran ruine aspetta.
Oggi vedrai se al nuovo campo ascendi,
se al tuo folle vantar sian l’opre uguali.
Prendi pur l’asta e fra tue stragi apprendi
l’armi di un falso ardir quanto sian frali.

Manda chi più t’aggrada e solo attendi
da troppo irata man piaghe mortali.
Non più parole omai. Vo’ vendicarmi.
Al campo! Alla battaglia! A l’armi! A l’armi!

 

Carnevale di Foiano

Il Carnevale più antico, il Carnevale più bello!

carnevale di foianoIl Re Giocondo sarà il protagonista di tutte le domeniche fino al 13 marzo 2011, nel grazioso borghetto di Foiano della Chiana , a pochi chilometri dal nostro bed and breakfast ad arezzo, per festeggiare il Carnevale ed incoronare, come ormai da moltissime edizioni succede, il quatiere vincitore di questa ormai famosa manifestazione.

A “suon di cartapesta”, si sfideranno infatti I quattro quartieri (Bombolo, Nottambuli, Rustici ed Azzurri) con i loro incredibili capolavori, orgogliosa sintesi di coreografia e meccanica. Il fascino di questo evento, che richiama ogni anno un numero sempre maggiore di persone, è dovuto sicuramente alla magia dei colori e del contesto che fa da cornice a questa allegra manifestazione, ma anche al fatto che si tratta del carnevale più antico d’Italia.

Ogni anno si affiancano altre manifestazioni all’interno di quella principale che la rendono ancora più attraente; questa edizione ha in serbo una mostra particolare guidata dall’artista Paolo Chiari incentrata sugli Spiriti degli Alberi, ed una dal tema conosciutissimo dello storico disegno a fumetti Tex con le opere di Fabio Civitelli. Ma non è tutto. Completeranno queste ricche domeniche di festa, il Carnevale dei Bambini, il lunapark, i concerti, le mostre fotografiche, e, per i meno piccoli, i prodotti artigianali esposti lungo tutte le vie del centro storico con degustazioni e suggerimenti gastronomici.

La suggestiva tradizione con cui nell’ultima giornata il Re Giocondo viene dato alle fiamme e che conlude questa apprezzata manifestazione, è prevista per il giorno 13 marzo o per il 20 in caso di maltempo. Infine il “Percorso Vasariano” offrirà spunti di riflessione sul nostro artista e sui suoi progetti a partire dal 5 marzo. Per maggiori informazioni:

www.carnevaledifoiano.it

Mostra egizia ad Arezzo

il corredo di una nutrice alla corte del Faraone

mostra egizia ad arezzoNell’ambito delle “Giornate Europee del Patrimonio” si tiene presso il Museo Archeologico Nazionale “Gaio Cilnio Mecenate” in Via Margaritone, 10 ad Arezzo, fino al 30 aprile 2011, l’ interessante mostra che, partendo appunto dal corredo della nutrice di una principessa vissuta nella xxv dinastia faraonica, presenta vari aspetti della civiltà egiziana e di diversi periodi storici. Tale corredo finora è stato conservato a Firenze nel Museo Egizio e gli oggetti che lo compongono permettono di avere un’immagine completa dello stile di vita del tempo soprattutto della dinastia dei cosìddetti “Faraoni neri” con il loro stile artistico classicheggiante..

Al centro della mostra le loro usenze funerarie ed il rito della cura della bellezza testimoniato da numerisissimi oggetti da toilette.

Il Museo, vicino al nostro Bed and Breakfast ad Arezzo, è stato intitolato a Gaio Cilnio Mecenate importante personaggio aretino della Roma augustea e si trova dal 1937 nell’ex monastero di San Bernardo che sorge sui resti dell’anfiteatro romano risalente al II secolo d. C. Lo spazio museale si distribuisce in due piani: al piano terra gli oggetti sono ordinati topograficamente, al secondo sono presenti le sezioni di paleontologia, preistoria, numismatica e le collezioni ottocentesche appartenute a privati cittadini aretini.

La mostra rispetta il seguente orario: 8.30/19.00

Per maggiori informazioni tel 0575/20882

Il giardino delle idee presenta: Barbara Alberti

Barbara Alberti ad Arezzo
Barbara Alberti

Arezzo ospita un altro personaggio di grande fascino, la strepitosa Barbara Alberti che il giorno 11 dicembre 2010 alle ore 17,00 presso l’auditorium del museo d’arte medievale e moderna in via San Lorentino presenterà “Sonata a Tolstoj”.

Commemorando i cento anni dalla morte dello scrittore, Barbara Alberti si insinua delicatamente nello studio e nell’analisi degli ultimi suoi giorni, quando egli abbandona la sua casa e fugge con il treno alla ricerca della semplicità e della povertà desiderate nel profondo del suo cuore, da sempre. Anche a costo di morire, come infatti accadrà.

Scrittrice,sceneggiatrice,giornalista e volto noto della tv Barbara Alberti è sinonimo di genialità e come tale già ad otto anni esordisce con “Formichino e Formichina” storia di orfanezza intrisa di cinismo; seguiranno col tempo,continue opere con protagonisti particolari uniti dalla ricerca comune della più invisibile felicità.

Dotata di un’intelligenza fuori dal comune è resa celebre anche dai suoi aforismi e pensieri tra I quali ci permettiamo di ricordare:

“Non avere paura dell’amore, o lui avrà paura di te. Sfida te stessa, il tempo, gli altri. Scommetti sì. “
“Molti hanno il vizio di attirare l’attenzione sui propri difetti credendo di trasformarli in pregi attraverso la lamentela; vittime, come molti brutti, dell’illusione che a farsi compatire per la propria bruttezza si diventi belli.”
“Carezze e abbracci perdonano tutto”

Un caloroso benvenuto nella nostra città a questo stupendo Oscar Wilde dei nostri giorni dal nostro Bed and Breakfast ad Arezzo.

Presepe Vivente a Castiglion Fiorentino

Dal 26 Dicembre 2010 al 6 Gennaio 2011 a Castiglio Fiorentino si svolgerà l’annualemanifestazione del Presepe Vivente noto a livello nazionale
La Natività che si può ammirare in Piazzale del Cassero è particolarmente suggestiva perché accompagnata da canti e letture religiose

“In cammino verso Betlemme” prevede un percorso la cui partenza è da Porta Fiorentina, poi Via Dante, davanti alla chiesa della Buona Morte, Via dell’Orto, Via San Lorenzo, Piazza Sant’Agostino, Via Parione, Piazzetta Tacci, Vicolo del Lampione, Via delle Carbonaie, Via del Tribunale, Piazzale del Cassero.
Immancabile appuntamento di grande magia per chi decide di passare il natale ad arezzo

Per informazioni:
Associazione Pro Loco Castiglion Fiorentino
Tel.: 0575 658278
Email: [email protected] [email protected]