Sagra della Pesca 2017

PROGRAMMA

Giovedì 7

19.30     Pizzeria
Teatro – Da Pieve al Toppo con Furore

21.30     TINO BANCHETTI presenta: “…qui si canta …qui si ride…” Spettacolo Musicomico!

 

Venerdì 8

19.30     Pizzeria

20.30     CENA PAESANA (su prenotazione)
PICCI DJ

Sabato 9

15.00     Primo Torneo “Sagra della Pesca” di calcio giovanile
Giochi vari per bambini

19.30     Ristorante Pizzeria
BALLO LISCIO ORCHESTRA “LUCA E GLI AMICI”

Domenica 10

8.30       PEDALATA CICLISTICA e CICLOTURISTICA (su strada di circa 50 km con partenza dal Circolo di Pieve al Toppo)

19.30     Ristorante Pizzeria
BALLO LISCIO ORCHESTRA “ERICA CLERINI”

 

TUTTE LE SERE:

  • LUNAPARK
  • GIOCHI SENZA FRONTIERE PAESANI
  • PIZZERIA E RISTORANTE
  • FRUTTICOLTORI DELLA VALDICHIANA
  • ESPOSIZIONE E VENDITA FRUTTA

 

 

 

Ferragosto Puggiulino

ferragosto puggiulino

Ferragosto Puggiulino, Sagra dell’Ocio e del Maccarone a Le Poggiola

Dall’11 al 20 agosto 2017 a Le Poggiola, 140° edizione del Ferragosto Puggiulino e 38° edizione della Sagra dell’Ocio e del Maccarone.

– venerdì 11
19.30 – apertura festa con mostre, gastronomia e fiera di beneficenza
21.00 – spettacolo di cabaret Ci Risiamo con Risate Puggiuline
21.30 – ballo con orchestra

– sabato 12
19.30 – Cena al ristorante
21.00 – spettacolo di magia con Mister Sandro
21.30 – ballo con orchestra

– domenica 13
19.30 – Cena al ristorante
21.00 – Stella Nomade una storia da raccontare – cover band dei Nomadi
21.30 – ballo con orchestra

– lunedì 14
19.30 – Cena al ristorante
21.00 – Lerry Potter spettacolo di magia
21.30 – ballo con orchestra
22.30 – estrazione Carriere del Vecchio Saracino

– martedì 15
9.00 –  sfilata dei figuranti della Giostra nei sei Rioni
11.00 – S. Messa con la presenza dei Giostratori per la benedizione e offerta alla madonna del cero votivo
12.30 – pranzo (su prenotazione 0575 363800)
16.00 – tutti in piazza ritorna Il Vecchio Saracino dove i sei rioni si contenderanno il Palio dell’Assunta
20.00 – cena al ristorante
21.40 – concorso canoro Gigi Medori (per ragazzi e ragazze dai 9 a 25 anni) – Iscrizioni: [email protected]
21.30 – ballo con orchestra

– venerdì 18
19.30 – Cena al ristorante
21.00 – Cocktail Show presenta Paolo Pacelli e la sua Radio Effe
21.30 – ballo con orchestra

– sabato 20
19.30 – Cena al ristorante
21.00 – spettacolo teatrale con la Compagnia Il Polvarone che presenta Stò matrimonio s’ha da fare
21.30 – ballo con orchestra

– domenica 20
12.30 – Pranzo (su prenotazione 0575 363800)
19.30 – Cena al ristorante
21.00 – Qui si canta e qui si ride – gran finale con Tino Banchetti
21.30 – ballo con orchestra
23.30 – gran finale a sorpresa

Vintage Festival a Castiglion Fiorentino

Castiglion Fiorentino si appresta a vivere i mitici anni ’50. Il tuffo nel passato che si preannuncia come il più importante del Centro Italia. Il sogno americano rivivrà per 5 giornate a cavallo di ferragosto nel centro storico della città castiglionese.

Ispirandosi a serie cult come “Happy Days” e film come “American Graffiti”, la rassegna si animerà di rombi a stelle e strisce con una vetrina di auto americane anni ’50. Cadillac, Buick Special e Chevrolet Bel Air, oltre che con un centinaio di moto Harley Davidson, protagoniste assolute della pellicola “Easy Rider”.

Non mancheranno anche le grandi icone italiane. Intramontabili Fiat 500 (a 60 anni dalla loro prima presentazione) e coloratissime Vespe Piaggio invaderanno i vicoli della città.

Per tutti coloro che vorranno vivere appieno la manifestazione ci sarà posto per l’esibizionismo! Sia per le donne che per gli uomini,vestiti e acconciature in stile, tra gonne roteanti e fasce per capelli, cotonature e barbe da radere con i mitici rasoi Remington.

In sottofondo la musica d’ispirazione vintage si ergerà a protagonista: quattro postazioni collocate nel centro storico faranno scatenare il pubblico castiglionese e non, al ritmo di Rock ‘n’ Roll, Jazz, Rhythm ‘n Blues.

Per mangiare:

Spazio poi all’ enogastronomia: hamburger e patatine fritte non potranno che essere uno dei piatti forti, con materie prime rigorosamente provenienti dal territorio.

Bar, ristoranti e i vari esercizi commerciali organizzeranno menù a tema e addobbi ad hoc in perfetto stile anni ’50, dando vita ad un’atmosfera corale unica ed appassionante.

Festa della Birra Artigianale

festa della birra arezzo

Settimo anno per la grande manifestazione che rigorosamente utilizza prodotti del territorio.

Sempre maggiore la presenza degli stand dei BIRRIFICI ARTIGIANALI per aumentare il prestigio della manifestazione e le varietà delle birre di qualità proposte.

Grandi Attrazioni, Palchi, Mercato, Area ristoro, Attività di svago per i più piccoli e di inclusione, Sport e molto altro.

Area Ristorazione

Rigorosamente a km 0, verrà curata da vari RISTORATORI ARETINI, dove qualità e risparmio saranno assicurati. Gustosi piatti tradizionali, servizio più rapido e varietà di prodotti, con un attrezzato banco dolci e il simpatico punto crépes e gelato.
Innanzitutto nuova area giochi con villaggio dei ragazzi, calcio saponato, mega gonfiabili e tante divertenti attrazioni.
Villaggio e birreria attivi già dalle prime ore del pomeriggio, lunedì, martedi, mercoledì compresi.

Presente il MERCATINO HOBBISTI. Mentre le domeniche, fin dalle prime ore del mattino, saranno protagonisti gli svuota-cantine.

Spazio SPORT e Giochi con il torneo di Freccette, Calcio, pallavolo e attività di svago per i più piccoli.

Il ritorno della Festa della Ciliegia

“Non sarà la classica festa paesana, come non lo è mai stata la festa della ciliegia” fanno sapere gli organizzatori. Ci sarà un ristorante ridotto con poche portate utilizzando solo prodotti delle aziende del Bagnoro. Più adatto alle famiglie e a chi cerca una buona pizza, ovviamente margherita. Nel menù sono previsti due primi e due secondi, le tagliatelle al sugo di nana e le penne al fumo, poi la rosticciana e il filetto di maiale alle ciliegie.

 “Poi ci piacerebbe che la gente invece di stare a sedere al ristorante possa mangiare tipo in un mercatino e ascoltare la musica o guardare uno spettacolo. La novità sarà infatti che nell’aerea saranno montati dei piccoli stand dove metteremo prodotti locali di aziende di Arezzo con vari tipi di pane, verdure, vino e olio , ciacce fritte, sangria, marmellate e miele, panino salsiccia cipolle e peperoni”.

E’ partita anche l’idea di vendere e promuovere affettati e formaggi di Norcia. Se il progetto andrà in porto ci saranno due stand dedicati.

Nell’area spettacoli c’è la voglia di riproporre la formula delle esibizioni di pomeriggio per i giovani gruppi aretini. Alle 22:00 il concerto o lo spettacolo comico. Ma anche la  uova edizione della corsa della ciliegia, la visita al museo della chiesa, gli spettacoli di burattini per i bambini e la raccolta delle ciliegie.

Spollinata sull’ Arno

La Spollinata è nata nel 1978 con l’idea di vivere il fiume, il ponte e per trascorrere in compagnia una giornata all’aria aperta.
La Spollinata deve il suo nome all’azione “Spollinarsi” quella che compiono gli uccelli quando si rotolano per liberarsi dai parassiti e tale rotolamento ricorda quello delle imbarcazioni dei concorrenti che scendono il fiume durante la gara.

La particolarità della manifestazione è data delle imbarcazioni, che vengono autocostruite dagli stessi concorrenti con la propria creativita e fantasia, e le varie edizioni hanno dimostrato che quest’ultima è il segreto per la gara.

Nelle ultime edizioni la tipologia di imbarcazione ha sempre seguito una coreografia di costumi e sceneggiature, imbarcazioni a forma di carro armato, isole felici, ambulanze, giardini d’infanzia, presepe, aie di contadini ecc.

La manifestazione suddivisa in tre categorie di imbarcazioni, alluvionali (qualsiasi mezzo galleggiante costruito totalmente in proprio), canoe e gommoni.
Il mezzo galleggiante potrà essere movimentato solo da energia umana; è vietato, per intendersi, l’uso di qualsiasi tipo di motorizzazione.

 

Programma per la Spollinata 2017:

ore 14.30 – partenza imbarcazioni da Giovi
ore 17.00 – apertura stand
ore 19.00 – apertura pizzeria, paninoteca
ore 22.30 – premiazione

L’intera manifestazione sarà accompagnata dalla musica live dei Delilah’s band.

Le iscrizioni per le imbarcazioni saranno chiuse sabato 17 giugno alle ore 20.00

Giostra del Saracino 134a Edizione

Giostra del Saracino di Arezzo è una competizione cavalleresca in costume, di origine medievale, tra i quattro quartieri i cui è divisa la città:
– Quartiere di Porta Crucifera (noto anche come “Colcitrone”)
– Quartiere di Porta Sant’Andrea
– Quartiere di Porta Santo Spirito
– Quartiere di Porta del Foro (noto anche come “Quartiere di Porta San Lorentino”)

La sfida è ambientata nel secolo XIV e consiste nel colpire un bersaglio, posizionato nello scudo del Buratto, con una lancia durante una carriera (veloce galoppata) a cavallo.
Ogni quartiere ha diritto a due carriere, una per ogni cavaliere disponibile, al termine delle quali vengono sommati i punteggi ed eletto il quartiere vincitore della Giostra.
In caso di ex aequo al termine delle due carriere si prosegue ad oltranza tra i quartieri a pari merito.

La più antica testimonianza di una Giostra del Saracino ad Arezzo risale al 1260, in occasione dell’investitura a Cavalliere di Ildebrandino Gratasca.

Oltre Lo Schermo 3 – Tim Burton

BURTONLANDIA: SOGNI E INCUBI di Simone Emiliani

Visionario, gotico, estremo, il cinema di Tim Burton affonda le proprie radici dai B-movie ai cartoon Disney, dall’Espressionismo tedesco agli horror della casa Hammer. Capace di creare mondi fiabeschi contaminati però da una dimensione oscura, il suo cinema ha portato spesso sullo schermo figure estreme, stravaganti, diverse, ma caratterizzate da un profondo senso di solitudine. Dalla finzione ai film in stop-motion, Burtonlandia crea spesso universi paralleli, servendosi anche spesso del corpo/maschera di Johnny Depp, affronta leggende e remake, favole popolari e crea anche nuove sfide. Dai film più personali (Batman. Il ritorno, Edward mani di forbice) all’ultima parte della sua carriera dove ha rimesso in gioco il suo immaginario (come nello strepitoso Dark Shadows), la sua visione è sempre molto riconoscibile, anche negli esiti meno riusciti. Sempre in grado di creare nuovi sogni. Come se il cinema dovesse ripartire dalle origini

SIMONE EMILIANI

Nato a Roma nel 1969. Laureato in Storia e critica del cinema con una tesi su Jacques Tati, è Direttore Editoriale di Sentieri selvaggi, nonché una delle sue firme storiche.
Scrive per numerose testate, dalla collaborazione ormai decennale con Filmcritica e Cineforum, a
quelle per Film e Panoramiche, cui si aggiungono più recentemente quella con Il corriere aretino e
il settimanale FilmTv.
È stato coordinatore disciplinare dell’Enciclopedia del cinema per la Treccani e selezionatore ed
organizzatore dell’Asian Film Festival dal 2005 al 2008. E’ codirettore artistico, con Francesco
Calogero, del Valdarno Fedic Film Festival.
Cultore della materia e assistente alla cattedra di Storia del cinema presso l’Università La Sapienza
di Roma dal 1997 al 2000, ha tenuto per lungo tempo seminari di cinema nelle scuole superiori.
Tra le sue pubblicazioni, il libro su Kevin Costner, I mondi imperfetti di un eroe per caso,
pubblicato da Stefano Sorbini Editore, e l’Annuario 2000-2001, insieme a Federico Chiacchiari,
edito da Lindau, e le monografie su Walter Hill, insieme a Mauro Gervasini per Falsopiano, Dustin
Hoffmann per Gremese e l’ultimo lavoro, firmato assieme a Carlo Altinier, Fughe da Hollywood,
edito da Le Mani.
Per la Scuola di Sentieri Selvaggi è docente del corso di critica Scrivere sul cinema, delle lezioni di
Storie del Cinema e responsabile della sede di Arezzo.

Oltre Lo Schermo è una rassegna dedicata al cinema e ai suoi protagonisti che nasce nel 2015 da un’idea dell’associazione culturale Vaegas Ideas e Associazione Doppio Sogno, in collaborazione con Spazio Seme. Diffondere con passione e originalità la cultura cinematografica è il principale proposito dei suoi ideatori e promotori.

PROGRAMMA

  • 29/01 – EYES WIDE OPEN Stanley Kubrick – di Marco Compiani
  • 12/02 – THE DEAD WALK! George A. Romero – di Giacomo Calzoni
  • 26/02 – SFIDARE IL RACCONTO DEI POTENTI Ken Loach – di Emanuele Di Nicola
  • 19/03 – IL VIDEOCLIP NELL’ERA DI YOUTUBE – di Luca Pacilio
  • 02/04 – BURTONLANDIA: Sogni e Incubi – di Simone Emiliani
  • 23/04 – APOCALISSI E RINASCITE Francis Ford Coppola – di Pietro Masciullo
  • 07/05 – I AM A D.J. (I AM WHAT I PLAY) David Bowie – di Niccolò Rangoni Machiavelli
  • 21/05 – SENTIERI NEL GHIACCIO Werner Herzog – di Samuele Sestieri

Chiesa di Santa Maria della Pieve

La Pieve di Santa Maria Assunta, ancora più antica della stessa Cattedrale di Arezzo, si raggiunge in pochi minuti a piedi dal nostro bed and breakfast ed è senz’altro un luogo di culto tra I più maestosi, nonché una delle pievi romaniche più antiche presenti in Toscana risalendo infatti ai secoli XII e XIV.

Il restauro

Il restauro avvenuto nell’Ottocento ha permesso di stabilirne le orgini esatte grazie al ritrovamento di resti di monumenti marmorei, di frammenti di sculture, di pavimenti di mosaico nonché di una piccola chiesa al suo interno risalente all’Alto Medioevo.

Caratteristiche

La facciata esterna, in stile romanico, è molto originale poiché arricchita nel Duecento da arcate cieche che poggiano su colonne con capitelli corinzi e da tre ordini di loggiati sovrastanti, testimonianze dell’influenza della scuola pisana.
Nelle arcate si notano: rappresentazioni dei mesi dell’anno e dei lavori campestri I cui colori sono in parte originali (1210 ca.), la lunetta sovrastante il portale maggiore con un rilievo rappresentate un’immagine della Madonna con due Angeli e quella sovrastante il portale destro che presenta Cristo ricevente il Battesimo da San Giovanni ed Angeli ai lati intenti a porgere loro le vesti. e
Lo stile delle logge è unico in quanto presenta un’alternanza di fusti con schemi tra loro diversi (uno di essi è costituito da una statua); lo stesso dicasi dei capitelli.
Il campanile che risale al Trecento, si staglia per ben 59 metri a destra della facciata e viene chiamato “Torre dalle cento buche” poiché presenta ben quaranta bifore romaniche divise in cinque ordini.

Peculiarità

Una delle particolarità di questa chiesa è la collocazione; vi si accede infatti da una strada piuttosto stretta ma la sua maestosità si afferma anche nella nota Piazza Vasari dove se ne ammira la parte posteriore costituita da sequenze di archi ciechi e nella parte inferiore da archi con colonne diverse l’una dall’altra tra cui è possibile notarne una spezzata.

L’interno della Pieve, di importante altezza, è a tre navate intervallate da colonne a sesto acuto che portano ad un’abside unica molto ampia; il presbiterio sorge sopra una cripta ricostruita nel XIX secolo.

Opere

Tra le opere racchiuse all’interno di questo gioiello di storia ricordiamo: presso l’Altare Maggiore, il Polittico dipinto da Pietro Lorenzetti per il vescovo Guido Tarlati (Madonna col Bambino, Annunciazione, Assunta) datato 1320; un affresco con I Santi Francesco e Domenico risalente al Trecento ed attribuito ad Andrea di Nerio; La cappella del Sacramento; il Busto reliquario in argento dorato del patrono della città di Arezzo, San Donato del 1346.

L’antica chiesa di Arezzo Santa Maria della Pieve, comunemente conosciuta anche come la Pieve, è un luogo di culto cattolico, tra i più grandi e attraenti di tutta la Toscana.

 

Costruita interamente con pietra arenaria, la chiesa si trova sulla strada principale del corso storico di Arezzo, ovvero Corso Italia, con l’abside che sporge verso Piazza Grande. L’elemento più appariscente della Pieve è sicuramente il grande campanile, simbolo della città che fu terminato nel 1330.

La costruzione di questo edificio rappresenta uno dei primissimi esempi architettonici del periodo Medievale di Arezzo, ed ebbe inizio durante la seconda metà del dodicesimo secolo. Questa grande chiesa fu costruita sui resti di un altro luogo di culto risalente all’anno 1000.

Residui architettonici della chiesa originale si possono ammirare nella decorazione delle porta che si trova sul lato di via Di Seteria. La costruzione dell’antica chiesa di Arezzo Santa Maria della Pieve non fu completata fino alla prima metà del quattordicesimo secolo, con restauri ed alterazioni che hanno preso luogo durante il sedicesimo e diciannovesimo secolo, e anche in tempi più recenti.

La facciata esterna in stile romanico era originariamente semplice, ma con l’ascesa dell’influenza architettonica di Pisa, essa fu modificata con una serie di arcate cieche poggiate su colonne sormontate da capitelli corinzi.

All’interno troviamo una grande navata centrale e due laterali. La navata centrale sfocia in un’abside, ovvero la parte finale e arrotondata della chiesa, davvero molto vasta.

Le pareti interne della chiesa sono decorate da opere d’arte di grande rilevanza storia, qui troviamo infatti il famoso dipinto della Vergine col Bambino e i Santi Giovanni Evangelista, Donato, Giovanni Battista e Matteo, commissionato a Pietro Lorenzetti nel 1320.

Ma non solo, nella cripta è conservato il busto reliquiario di San Donato, nato ad Arezzo nel quarto secolo e Santo patrono della città e della provincia. Tra i pochi affreschi rimasti, è degno di nota anche quello raffigurante i Santi Francesco e Domenico, attribuito ad Andrea di Nerio, e che possiamo ammirare sul lato sinistro del presbiterio.

Per quanto riguarda le sculture presenti nell’antica chiesa di Arezzo Santa Maria della Pieve si ricordano le due formelle raffiguranti il Presepio e l’Epifania, riconducibili ad uno scultore antelamico, ovvero un seguace del grande scultore Benedetto Antelami.

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La Statua Di Ferdinando III di Lorena

Oggi vi parlerò di una statua posta a pochissimi metri dal nostro Bed and Breakfast: la statua di Ferdinando III di Lorena.
Questa statua, spesso ingiustamente ignorata dai turisti di passaggio nella nostra città, è davvero di grande interesse poiché rappresenta un personaggio legato a una vicenda fondamentale per la storia aretina: la bonifica della Valdichiana. Ma andiamo con ordine…

Chi fu Ferdinando III di Lorena

Ferdinando III fu il secondogenito del Granduca di Toscana, re d’Ungheria e Boemia Pietro Leopoldo II d’Asburgo-Lorena. Quando nel 1790 quest’ultimo divenne Imperatore del Sacro Romano Impero, fu Ferdinando a prendere il suo posto di Granduca di Toscana.

Rivestì il titolo di Granduca fino al 1799 quando, malgrado la forte resistenza italiana (in particolar modo si ricorda il movimento antifrancese Viva Maria), Napoleone conquistò l’Italia costringendo quindi Ferdinando III a ripiegare a Vienna.

Quando nel 1814 Napoleone viene sconfitto, Ferdinando III fa immediatamente ritorno in Toscana con il suo vecchio titolo di Granduca. In questa fase dimostra buon senso mettendo in atto una restaurazione del tutto mite priva di epurazioni del personale operante nel periodo francese, lasciando in vigore alcune delle leggi in materia civile ed economica e portando seriamente avanti molte opere pubbliche come, appunto, la bonifica della Valdichiana.

Il popolo aretino non si è mai dimostrato affettuoso verso i sovrani toscani, ma grazie al suo impegno nel restituire alla popolazione le preziose terre fertili della Valdichiana, Ferdinando II rappresenta sicuramente un’eccezione.

La Statua

La statua nella sua sede originale in Piazza Grande - Arezzo
La statua nella sua sede originale in Piazza Grande – Arezzo

La statua che adesso si trova in cima a Piaggia di Murello, fu in realtà collocata nel 1822 in un luogo ben più centrale: Piazza Grande.
Rimase lì per ben 110 anni, quando in seguito ad un ripristino stilistico e per far posto alla lizza per la Giostra del Saracino, fu spostata nella sua sede attuale.

La statua fu realizzata in marmo di Carrara su basamento in travertino di Rapolano dall’artista fiorentino Stefano Ricci (più noto per il cenotafio di Dante Alighieri in Santa Croce).

Il Granduca viene rappresentato con una toga antica e coronato di foglie di quercia, simbolo di virtù, forza, perseveranza e lealtà. In una mano regge lo scettro, emblema del potere, mentre ai suoi piedi sta coricato un leone domato.