Dal 24 Marzo 2012 ad Arezzo turisti e non avranno un’ occasione unica per apprezzare l’arte di uno dei più talentuosi disegnatori Bonelli stimato anche all’estero, attraverso un’antologica della sua produzione migliore.
Le opere di Fabio Civitelli sono state selezionate per la .54 Biennale di Venezia unitamente a quelle di Stefano Babini, Roberto Baldazzini, Marco Cazzato, Cinzia Ghigliano, Tanino Liberatore, Lara Molinari, Milo Manara, Giovanni Ticci, Sergio Tisselli, Sergio Toppi, Sergio Zaniboni.

Ne Il ritorno della Tigre nera, “racconto architettato da Nizzi, venato di atmosfere gotiche e orrorifiche che permette al disegnatore aretino di sbizzarrirsi con effetti speciali … esplorando nuove forme espressive nelle quali la ricerca grafica si sposa alla perfezione con la leggibilità …”. Fabio Civitelli: «Ho usato dei vecchi pennelli tagliati a metà, che premevo sulla tavola con un tampone e che lasciavano un insieme di puntini irregolari, poi ritoccavo con la penna a china, uniformandoli per avere delle belle sfumature. Questa volta la stampa ha reso molto bene l’effetto che intendevo ottenere e infatti le tavole con i notturni nella palude e le scene con zombie sono tra i miei migliori disegni in assoluto».

Per l’occasione verrà esposta anche la copertina originale ad acrilico del portfolio edito da Little Nemo

Dove e Quando

Galleria d’Arte Villicana d’Annibale, Via Cavour 57.
Inaugurazione sabato 24 marzo 2012 ore 18:00.
Eventi durante la mostra: sabato 31 marzo ore 18:00 intervista a Fabio Civitelli a cura di Liletta Fornasari.
Ingresso libero.
Orari: da martedì a sabato dalle 16:00 alle 20:00 e per la Fiera Antiquaria, il 31 marzo & 1 aprile, dalle 10:00 alle 20:00, o per appuntamento. Chiuso la domenica e il lunedì.
Info: T. +39 0575 23820 C. +39 338 6005593 

Il mio Tex di Fabio Civitelli

L’idea e la sceneggiatura de Il Mio Tex sono di Giovanni Battista Verger, appassionato giovane settantenne che ha già al suo attivo saggi d’autore come “Tex e il sogno continua” e i cinque volumi di “Cavalcando con Tex”.

Il volume racconta, attraverso 90 tavole inedite che hanno richiesto oltre 17 anni di preparazione ,un suggestivo viaggio nell’epica western, da un Tex giovanissimo in compagnia della bella Lilith attraverso avventure e pericoli, ritraendolo a fianco dei grandi amici, indiani e non, e contrapposto ai grandi nemici. Un’autentica chicca visiva della quale Sergio Bonelli ebbe modo di scrivere “ questo è uno di quei libri che si spiegano da soli, semplicemente sfogliandoli, dato che è costituito essenzialmente di disegni dinamici, suggestivi e talvolta persino poetici…”

Tex, il romanzo della mia vita

Si tratta di 12 gioielli realizzati in punta di pennino, “suggestive illustrazioni inedite che accompagnano l’autobiografia di Tex e che hanno il sapore antico di incisioni d’epoca, quasi una primitiva fotografia del Wild West americano” (cfr. Sergio Bonelli, “L’avventura di un ranger, raccontata da lui stesso” in Tex Willer. Il romanzo della mia vita). In queste tavole Fabio Civitelli ha ripercorso la vita del ranger: dalle prime sparatorie con Gunny Bill al regolamento di conti con Tom Rebo per vendicare l’uccisione del fratello Sam Willer, dalla prima apparizione di Mephisto nei panni di illusionista alle avventure del giovane Tex durante la guerra di secessione, dal duello con Tagua al giuramento sulla tomba di Lylith, dalle avventure sulle piste del Nord al fianco di Jim Brandon e Gros Jean allo scontro con il Signore del Male, Mephisto, e i suoi feroci Hualpai. Alcune tavole verranno esposte in anteprima nelle mostre di Arezzo e Albissola mentre l’intero corredo iconografico dell’opera sarà presentato alla mostra milanese. Per l’occasione verranno esposte anche le bozze della copertina.

Le tavole saranno disponibili per la vendita!

A proposito di Fabio Civitelli

Fabio Civitelli disegna Tex da ormai ventisette anni a partire cioè dal maggio 1985 quando realizzò su testi di Claudio Nizzi il lungo episodio “I due killers”. Giungeva a Tex da un intenso periodo di apprendistato e crescita professionale che lo vedeva seguire la tradizionale trafile attraverso i fumetti sexy, gli albi di guerra, le riviste periodiche approdando infine al nolittiano Mister No che segnava il suo ingresso in Bonelli. Il Tex di Civitelli viene a cercare i suoi spazi espressivi tra i maestri indiscussi del genere western: dal caposcuola Aurelio Galleppini ai grandi professionisti del nuovo Tex quali Giovanni Ticci e Fernando Fusco, Guglielmo Letteri, Erio Nicolò ed altri ancora. Le tavole a fumetti di Civitelli sono tavole colte, ricche di riferimenti, mai improvvisate. Ambienti, costumi, mezzi di trasporto e armi sono sempre frutto di un’accurata ricerca storica. La linea chiara che contraddistingueva lo stile degli esordi è andata via via arricchendosi di sapienti chiaroscuri. La natura gioca un ruolo da protagonista nelle tavole di Fabio: grazie all’instancabile opera del suo pennello deserti arroventati, ovvero ammantati di oscurità, le acque del mare increspate dai battelli, o i picchi selvaggi delle montagne, prendono vita. La luce è la vera protagonista dell’arte di Civitelli: luce calda del deserto rovente, luce crepuscolare che attraversa i cieli nuvolosi del tramonto; luce livida emanata dal fuoco nella notte, luce che accende le acque increspate del mare, luce ancora che disegna giochi d’ombra sui visi dei protagonisti. Per quanto riguarda poi le inquadrature possiamo affermare che Civitelli non si ripete mai; vi sfidiamo a trovare in una delle sue storie, sempre piuttosto lunghe, un’inquadratura che si ripeta. I pards di Civitelli ancora sono suoi e solo suoi: Tex con quella sua bellezza classica da eroe greco, con la luminosità del volto che non dà spazio ad incertezze tra bene e male; Kit Carson che ne è alter ego e contraltare ironico; Carson a cui gli anni trascorsi a vivere pericolosamente non hanno sottratto il sorriso un po’ sornione alla Sean Connery. Civitelli, che ammira la sapienza antica e la fierezza del mondo indiano, non poteva non regalarci un Tiger Jack splendido e fiero; mentre Kit Willer è rappresentato come quell’autentico tizzone d’inferno, scattante ed inarrestabile, che in realtà è. Il mondo femminile infine ha una sua parte importante nell’iconografia civitelliana ed i personaggi, siano essi positivi o negativi, tradiscono una fierezza e sovente una bellezza senza pari.