Mostra antologica del Maestro Armodio ad Arezzo

Pensata come un doveroso omaggio antologico, essa si articola in una cinquantina di opere appartenenti ad un lungo arco cronologico, che va dagli anni Sessanta ai giorni a noi più prossimi. Una selezione accuratissima comprendente capolavori noti, ritrovamenti recenti e non pochi inediti, che certo susciteranno l’ammirazione e il consueto stupore da parte del pubblico.
La segreta esistenza di oggetti ordinari che fanno da sfondo al nostro quotidiano; una pittura suggestiva come poche altre, amata e descritta dai più autorevoli critici e storici dell’arte del secondo Novecento, quali, fra gli altri, Fagiolo dell’Arco, Soavi, Sgarbi, Waldberg, Rossana Bossaglia e Marilena Pasquali.

L’artista
Armodio (Piacenza, 1938) è considerato dalla critica internazionale il più significativo prosecutore di quella linea metafisica che affonda le proprie radici negli enigmi partoriti dalla mente geniale di Giorgio de Chirico. Più volte definito, con un’etichetta spicciola, «il Morandi del Duemila», per la simmetria esistente tra la sua poetica e quella del celebre maestro bolognese, ha tenuto mostre nelle più importanti gallerie private e istituzioni pubbliche, italiane ed estere, riscuotendo ovunque unanime successo. Tra i maggiori pittori europei in ambito contempo-raneo, egli è da annoverare in quella ristretta cerchia di giganti che comprende Antonio López Garcia e Lucian Freud, Hermann Albert e David Hockney.

(Dal 01/07/2009 al 26/07/2009)

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